Eco – Anatomia di un riflesso

Associazione Culturale Versiliadanza

25 LUGLIO

Ore 21:00

Camerota

Teatro Kamaraton

Eco – Anatomia di un riflesso

Associazione Culturale Versiliadanza

Coreografia: Valentina Sechi
Interpreti in scena: 2

Durata: 25 minuti circa

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Sinossi

Performance / installazione ispirata al mito greco di Eco. Un corpo solo genera il suo spazio di eco — ottico, sonoro e temporale. L’eco non è soltanto ripetizione: è differenza che si propaga. Nel mito, Eco è condannata a non poter più generare parola propria: può solo restituire l’ultima sillaba dell’altro. La sua presenza si assottiglia fino a diventare voce senza corpo, traccia senza origine.

Da questa frattura nasce la performance. Un corpo solo genera il suo spazio di eco — ottico, sonoro e temporale. L’eco non è soltanto ripetizione: è scarto, ritardo, deformazione. È ciò che resta quando la fonte si è già spostata altrove. In Echo – Anatomia di un riflesso, il corpo abita una camera di risonanza dove ogni gesto produce una memoria: ogni movimento ritorna come immagine, ogni respiro diventa luce e suono, ogni presenza si moltiplica fino a perdere il suo centro. Come Eco, la danzatrice è presa in un dialogo asimmetrico con la propria traccia: non risponde, ma rimbalza; non afferma, ma risuona.

La performance seziona l’eco come un’anatomia vivente: impulso, propagazione, ritorno, dissolvenza.

L’eco è un organismo: cresce, si deforma, si consuma. È il luogo in cui il corpo si fa memoria prima ancora di essere assenza. La danzatrice non incarna un personaggio, ma un campo di forze: un corpo-memoria che, come la ninfa del mito, si frammenta nello spazio audiovisivo fino a diventare riflesso, vibrazione, residuo.

Non ciò che parla, ma ciò che resta quando la voce è già passata.

Eco – Anatomia di un riflesso

Associazione Culturale Versiliadanza