Un viaggio coreografico che esplora la potenza silenziosa della vulnerabilità. In scena, sette corpi si presentano nella loro disarmante semplicità, portando con sé spigoli e resistenze. Attraverso l’ascolto profondo e l’ostinata ricerca di un accordo, la danza accompagna un delicato processo di apertura all’altro. Attraversare un “varco” non è un’azione spaziale, ma la rottura di un confine interiore: è l’invito ad allinearsi su una stessa frequenza collettiva, riconoscendo nell’altro qualcuno con cui camminare insieme, qualcuno con cui costruire uno spazio di reciproco affidamento.


